antonella iovino

L‘essentiel est invisible pour les yeux Antoine de Saint-Exupéry

Antonella Iovino non fa fotografie, ma conosce attraverso la fotografia. Lo strumento fotografico, attraverso il quale esprime la propria arte, è il suo senso aggiunto, il sesto senso che le consente di intelligere, leggere dentro la realtà per com-prenderla, afferrarla, conoscerla più profondamente e intensamente. Sia quella interiore, visibile a pochi, che quella esteriore, visibile ai più, ma solo in superficie. La fotografia è per Antonella una espansione della propria capacità di percezione dell’essere, attraverso uno scavo costante nei dettagli dell’apparire, disvelatori di una dimensione più profonda dell’insieme fotografato. Dettagli che assumono senso in sé, in quanto rivelati attraverso il punto di vista fotografico, e forniscono senso al con-testo fotografato. Sia esso una stanza della Casa della Madre, carica di materiale affettivo, o una manifestazione politica all’Arena di Verona, carica di materiale simbolico. L‘arte di Antonella è, in certo modo, un tentativo di “correzione” dell’assioma di Saint-Exupéry – l’essenziale è invisibile agli occhi – rendendo ciò che è essenziale visibile all’occhio fotografico e dunque accessibile agli occhi che lo osservano in quanto immagine. Questa conoscenza ha, inoltre, un carattere maieutico che si esprime, in particolare, nei ritratti. La maieutica è l’arte della levatrice, come spiegata da Platone nei dialoghi socratici. Nei ritratti fotografici realizzati dell’artista – tanto in quelli dichiarati quanto, e forse soprattutto, in quelli “rubati” da distante – la maieutica si manifesta nella capacità di ex-trarre da ciascun soggetto umano ritratto il meglio di sé, la bellezza della propria umanità dispiegata. Che si manifesta attraverso tratti, espressioni, luminosità spesso inediti agli stessi soggetti fotografati. E‘ una galleria di ritratti – costruita in tempi e situazioni differenti – che riconcilia ciascuno con se stesso e, tutti, con la propria e altrui umanità. Sono passaggi, insomma, di una personale weltanschauung artistica, della “visione del mondo” di Antonella, intesa sia come modo in cui l’artista guarda e vede il mondo, sia nella visione concessa agli altri del suo mondo interiore.

Pasquale Pugliese

Anto al Mart_foto Pasq_ti amo

 

 

 

 

 

 

– fotografia di Pasquale Pugliese –

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